A 39 anni e con 256 sconfitte in carriera, Peter Buckley si ritirerà dopo aver disputato il suo 300° match.
Alla soglia del suo 300° incontro ha deciso di dire basta. La carriera da pugile di Peter Buckley si concluderà venerdì sera nella sua Birmingham al termine del match con Matin Mohammed, uno dei pochi a non essere riuscito a batterlo. A 39 anni, il curriculum di Buckley è fermo a 31 vittorie, 12 pareggi (l'ultimo proprio contro Mohammed meno di un mese fa) e ben 256 sconfitte, di cui 88 consecutive negli ultimi 5 anni. Numeri che lo fanno il pugile più perdente tra quelli attualmente in circolazione. Nella storia pugilistica, solo lo statunitense Reggie Strickland, ritiratosi nel 2005, ha perso più incontri, 276, ma spalmati in 363 incontri disputati. A dispetto dell'alto numero di sconfitte, va detto che Buckley solo in 10 occasioni ha ceduto prima del limite di 12 riprese. Un guerriero tenace e combattivo, dunque, ma che raramente è riuscito a prevalere sull'avversario. Nell'ambiente è amato dai colleghi, soprattutto dai novelli pugili britannici alle prime armi, che spesso e volentieri si sono confrontati sul ring con Buckley, assaporando il gusto della vittoria ma anche apprezzando la sua grande correttezza. Per questo è stato chiamato il 'Professore'. La boxe ha dato tanto a Buckley, che proprio grazie a questo mestiere iniziato circa 20 anni fa si è tirato fuori dai problemi con la giustizia che aveva quando era poco più di un teenager. "Mi ero prefissato di raggiungere l'obiettivo dei 300 combattimenti, dopo averlo raggiunto è tempo di smettere" ha confessato Buckley, uno che ha sempre preparato ogni incontro con meticolosità, passando ore e ore in palestra ad allenarsi. Se il verdetto sul ring poi sarebbe stato negativo, pazienza. Lui veniva apprezzato ugualmente.
Fonte : Fabio Casati / Eurosport