PONTEDERA. La Pugilistica Mazzinghi è al settimo cielo, grazie ad Alessandro Balestri e a Fabio Piazza, che nei giorni scorsi hanno vinto la medaglia d’oro al “Guanto d’Oro”. I due atleti della Pugilistica Guido Mazzinghi hanno portato a Pontedera il miglior risultato di questa importantissima manifestazione sportiva. Prima in Italia, la Mazzinghi ha conquistato due primi posti su nove disponibili strapazzando tutte le altre società d’Italia, gruppi militari compresi. Il “Guanto d’Oro” nasce negli Stati Uniti negli anni Venti ad opera di un sacerdote di Filadelfia che creò questo torneo, riservato agli Under 22, per togliere dalla strada i giovanissimi e per combattere la delinquenza giovanile che cresceva a dismisura durante la grande crisi americana. L’idea ebbe successo ed anche le altre città della Pennsylvania organizzarono un proprio “Guanto d’Oro” con una successiva finale del proprio stato, poi la manifestazione si allargo a tutti gli Usa. Mohamed Alì, Joe Fraizer, Mike Tyison, Emil Griffit, non sono che alcuni dei vincitori. In Italia il torneo prende vita solo quattro anni fa e lo scorso anno la Mazzinghi lo porta a Pisa, ospiti prima dell’hotel Galilei e per le finali del palazzetto dello sport. La gara, da un punto di vista organizzativo, fu un esempio per tutti i presenti, il presidente Fabiano Angiolini, che con il diesse Giacomo Gneri aveva curato anche il più piccolo particolare, ricevette i complimenti perfino dalla federazione nazionale. Sotto il profilo sportivo, la Mazzinghi ottenne una pregiatissima medaglia d’oro col peso massimo Armando Ciacio, protagonista di una gara superlativa. Domenica scorsa a Gallipoli, in Puglia, la società pontederese ha superato ogni più rosea previsione portando in città ben due primi posti: con il leggero Alessandro Balestri e con il peso massimo Fabio Piazza. La partecipazione era ad invito, potevano partecipare solo gli atleti designati dalla Federazione, si trattava dei migliori Under 23 d’Italia. I due atleti hanno condotto una gara accorta superando tre avversari in tre giorni, “un tour de force” notevole per chiunque, col rischio di essere eliminati non solo dagli avversari ma dal medico che controllava che tutti i pugili prima di ogni incontro non avessero subito danni nel precedente.
Tratto da IL Tirreno del 26/06/2010
Lo Staff